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Un percorso storico legato ai ricordi della lotta partigiana, ma anche un richiamo ai valori della Resistenza e della Costituzione.
Il Comune di Gandino, in collaborazione con ANPI Provinciale di Bergamo e con il sostegno della Fondazione della Comunità Bergamasca onlus ha realizzato nel 2019 un percorso legato alla lotta di Resistenza degli anni ’40. Le varie postazioni sono caratterizzate da pannelli esplicativi e sagome in acciaio corten che si legano a luoghi e fatti di quegli anni.
Il “Sentiero” si sviluppa verso i monti di Valpiana, attraverso le località di Clusven e Fontanei, dove alcune famiglie gandinesi nascosero esuli Ebrei, salvandoli dalla deportazione nei campi di concentramento.
Il percorso culmina nell’area del Rifugio Malga Lunga, oggi Museo della Resistenza Bergamasca, teatro dell’eccidio del 1944.
Il 17 novembre del 1944 i partigiani Giorgio Paglia, Guido Galimberti (“Barbieri”), Andrea Caslini (“Rocco”), Mario Zeduri (“Tormenta”), i russi Semion Kopcenko (“Simone”), Alexander Noghin (“Molotov”), Ilarion Efanov (“Starich”) e “Donez” opposero resistenza contro le forze fasciste della Legione Tagliamento, finendo poi catturati e uccisi, sul posto o nei giorni successivi a Costa Volpino.
Compresa nel percorso anche la Baita del Monte Alto (oggi gestita dal CAI Valgandino) che negli anni ’40 venne utilizzata per parecchi mesi come base dalla Squadra Comando della 53esima Brigata Garibaldi “13 Martiri di Lovere” (a ricordo dei partigiani fucilati il 22 dicembre 1943).
I primi punti del tracciato si trovano presso le Scuole Elementari di via Battisti (ove fino ai primi anni ’40 era posta la sede del Comando Tedesco) in via Forzenigo (dove la famiglia del partigiano Antonio Forzenigo, morto ai Laghi Gemelli, gestiva il bar Savoia, poi bar Patriota) e in via Opifici, dove l’11 luglio 1944 ci fu il mortale agguato ai partigiani Giovanni Cazzaniga “Maistrak” e Tolmino Fontana “Magnanino”. La cartolina celebrativa raffigura, in un disegno dell’artista Bepi Rottigni, la Colonia Rudelli (Culì de Moneghe – Monte Palandone).
Era una base partigiana, sui monti della Val Gandino. Era di proprietà del professor Vincenzo Rudelli (antifascista, collaboratore dei partigiani e futuro Sindaco di Gandino all’indomani della Liberazione). Qui il 3 ottobre 1944 la 53a Brigata Garibaldi si riunì per accogliere il generale Luigi Masini (“Fiore” o “A.Fiori”), comandante delle formazioni partigiane di ispirazione cattolica Fiamme Verdi.