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Gandino, il paese del Melgotto

L’Italia è un paese di navigatori e poeti, ma è anche la terra dei mille sapori, dei prodotti tipici e delle specialità. La tutela dei prodotti locali può rappresentare una strategia vincente per la crescita economica e la promozione di una particolare area geografica, dove la qualità non è patrimonio di un singolo soggetto, ma può diventare patrimonio comune attraverso la “certificazione” da parte delle istituzioni.

Si inserisce in questo contesto l’istituzione della Denominazione di Comunale di Origine approvata dal Consiglio Comunale di Gandino nella seduta del 28 maggio 2008.

E’ la conferma della volontà di assumere iniziative tese a supportare concretamente il patrimonio di tradizioni, cognizioni ed esperienze relative alle attività agro-alimentari riferite a quei prodotti, che per la loro tipicità locale, sono motivo di particolare interesse pubblico e, come tali, meritevoli di valorizzazione.

La spinta decisiva al progetto è partita dalla Pro Loco Gandino, guidata da Lorenzo Aresi, che negli ultimi anni ha molto insistito sulla valorizzazione di prodotti e attività legati alla ricchissima e secolare storia gandinese.

Gandino vanta fra gli altri un particolare primato: è il primo luogo in Lombardia dove fu coltivato il mais e dove, di conseguenza, fu preparata la prima polenta gialla. Secondo un documento del 1632 a portar per primo il granoturco  (probabilmente da Venezia, dove i mercanti gandinesi transitavano per i loro traffici) sarebbe stato un «foresto», che avrebbe coltivato a Gandino il «melgotto» in località Clusven, alle pendici del monte Corno, nella zona che sale verso Valpiana e la Malga Lunga. 

Non solo tessile e arte insomma, ma anche una primogenitura in campo agricolo che può fare da base per scenari più importanti.

Negli ultimi anni sono stati raccolti risultati significativi. La Pro Loco per esempio ha partecipato per due volte a Varzi, in provincia di Pavia, alla Disfida della Polenta, una sorta di gara fra le Pro Loco provenienti da ogni parte d’Italia per la preparazione della tipica pietanza dei nostri paesi. In entrambi i casi Gandino è risultata vincitrice. C’è poi la commercializzazione del  “melgotto”, un biscotto realizzato con farina di mais dai quattro fornai artigianali di Gandino, che ha riscosso un ottimo successo. Il Comune ha deciso di fare la propria parte: la De.co. è solo il primo passo per arrivare davvero alla valorizzazione completa delle peculiarità agro-alimentari gandinesi, che coinvolgono anche eventi di particolare spessore e attrattiva, basti pensare alla Corsa delle Uova o alla Gustar Gandino.

 

Ma che cos’è la De. Co.?

La DE.CO., è il marchio Comunale, che certifica la provenienza di un determinato prodotto (del comparto enogastronomico o artigianale) da un determinato territorio. Non è incompatibile con le denominazioni europee (DOC, IGP, ecc.).

Tutto partì nel 1999 dal noto enologo Luigi Veronelli, che insieme a Riccardo Lagorio (noto come esperto delle rubriche TV “Gusto” del TG5 e “Eat Parade” del TG2) lanciò l’idea che i Comuni potessero valorizzare il proprio territorio attraverso la certificazione delle produzioni artigianali e agricole. Nell’ottobre 2001 il Parlamento approvò la Legge Costituzionale nr. 3 che consente l’intervento degli enti locali in materia agricola. Nel 2006 un ulteriore passo con la nascita di Asso De.Co., che ha lo scopo di raggruppare i Comuni che hanno adottato la De.Co. (circa 400 in tutta Italia secondo dati del 2004). A oggi si tratta di una quarantina di comuni in tutta Italia, nove dei quali in Lombardia e nessuno in bergamasca. Sono quelli che con più decisione hanno creduto in questo progetto ai quali potrebbe aggiungersi presto anche Gandino, al fianco per esempio dei marchi di tutela per la patata di Cesiomaggiore (Belluno), la pesca limonina di Asti, l’asparago bianco di Zambana (Trento) o quello rosa di Mezzago (in Brianza).

Il progetto melgotto si concentra anche su altri aspetti: è stato siglato un protocollo d’intesa con il CNR, attraverso la CRA-MAC Unità di ricerca per la Maiscoltura, per arrivare alla selezione conservativa e alla prima produzione del seme di fondazione della varietà autoctona di mais denominata “Spinato di Gandino”. In questo siamo stati assistiti da alcuni agricoltori che hanno offerto le proprie competenze e avviato la coltivazione dei primi campi. Il tutto ha avuto effetti anche a livello didattico: i bambini della Scuola Materna hanno seguito l’aratura, mentre i ragazzi della seconda e della quinta elementare hanno “adottato” un campo in località Ca’ Parecia, provvedendo alla semina. Un campo è stato arato anche nella zona delle Scuole Medie e sarà seguito dai volontari della Squadra Antincendio.